Buttafuoco Storico Vigna Canne di Riccardi Luigi

L’Azienda Agricola Riccardi Luigi si trova a Montescano, nella stessa sede di via Piane, dove esiste da oltre cent’anni. Dal 1980 è intestata a Luigi, classe 1960. Ne condivide la conduzione con la moglie Daniela Parentela, che si occupa dell’amministrazione (ma non disdegna di fare anche i lavori pesanti in campagna o in cantina) e la figlia Alessia che, dopo il diploma in Viticoltura ed Enologia presso l’ITAS Carlo Gallini, di Voghera, sta frequentando il corso di laurea magistrale, facoltà di Scienze Agrarie, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e ha messo un piede anche in cantina.
Il 31 agosto 2019, accanto alla cantina storica è stata inaugurata una raffinata sala degustazione-winery, capace di accogliere oltre ottanta persone. Luigi sa che i clienti te li devi guadagnare con la qualità e poi conquistare con le coccole. È per questo che la porta della sua cantina è sempre aperta per i visitatori.
L’Azienda ha 25 ettari di vigneti, quasi tutti nel Comune di Montescano e produce dieci referenze di cui sette, a partire dal 2018, hanno etichette molto originali, che riproducono le pedine degli scacchi, in disegni stilizzati di grande sensibilità, creati dall’ingegno dell’illustratore e pittore Riccardo Guasco (nato ad Alessandria e residente a Vigevano. Ha collaborato con The New Yorker, Rapha, Eni, TIM, Diesel, Rizzoli, Baldini & Castoldi, PosteItaliane, CampoViejo, Giunti, Moleskine, Thames & Hudson, Rai, DeAgostini, Sole 24 Ore, Emergency, Greenpeace e L’Espresso).
La Vigna Canne
La vigna più prestigiosa è la Vigna Canne, sita nel Comune di Castana, area Arenarie, a 250 metri s.l.m., con esposizione Sud-Est. L’impianto originario è stato fatto nel 1964, su una superficie di circa 2 ettari.
Oggi solo 3300 mq. vengono utilizzati per fare il Buttafuoco Storico Vigna Canne, con uvaggio di Croatina 40%, Barbera 30%, Uva Rara 20%, Ughetta di Canneto 10%.
Luigi è uno che vede i limiti solo come punti di partenza per nuove sfide da affrontare, giorno dopo giorno, consapevole che il destino te lo devi costruire così come vuole la tua ragione. E la tua coscienza.
Prosegue sulla strada di suo nonno e suo padre nella continua ricerca di miglioramento della qualità dei prodotti, ottenuta anche grazie alla lotta integrata e ad un minor impatto ambientale.
Le uve, tutte raccolte manualmente, vengono trattate senza l’utilizzo di sostanze chimiche, per conservarne la tipicità e genuinità: “Fin da quando ero un ragazzo e lavoravo in cantina con mio padre, ho sempre ricercato la naturalità nei processi di lavorazione, sia in vigna che in cantina. Ogni attività era puntuale, meticolosa e cadenzata da ritmi quasi dilatati nello spazio e nel tempo, attraverso consuetudini basate sul rispetto assoluto dell’uomo e della natura.

Ho incominciato presto ad appassionarmi a questo lavoro e, anche durante gli anni di scuola al Gallini, trascorrevo tutto il tempo libero dallo studio nell’Azienda che mio padre mi ha lasciato nell’anno in cui ho preso il diploma di perito agrario. Era il 1980 e non
avevo ancora vent’anni. Ma sapevo che quello era il mio mondo e non avrei potuto fare nient’altro. Mio padre mi ha insegnato che, oltre ad accompagnare la vite e i suoi frutti verso l’esito più istintivo e naturale possibile, senza intervenire né manipolare, bisogna anche instaurare una relazione di gratitudine con ciò che si ottiene, quasi fossero creature da trattare amorevolmente. Da qualche anno a questa parte il mondo del vino sta riguadagnando la dignità che gli compete, dando sempre più importanza agli artigiani e all’artigianalità come potente rivendicazione della priorità della mano dell’uomo, che diventa artefice. Tutto il mio lavoro artigianale è volto a dare personalità ai miei vini affinché si possa percepire in essi l’energia naturale che riconduce al cuore della terra che li ha generati. E, proprio per esprimere ancora di più e meglio il territorio e l’antica tradizione enologica naturale e artigiana, sono entrato nel Club del Buttafuoco Storico.
Mi iscrivo nel 2001 e le prime 1920 bottiglie di Buttafuoco Storico Vigna Canne portano quella data.
La vigna da cui ricavo le uve per il Buttafuoco Storico è una propaggine della Vigna Pregana, nel versante verso la frazione Canne e, proprio per questo, si chiama Buttafuoco Storico Vigna Canne. Le canne sono gli odierni pali che anticamente sostenevano i tralci della vite. Così come mio nonno ha insegnato a mio padre e lui a me, lo stesso sto cercando di fare con mia figlia Alessia. È attirata anche lei dal mondo del vino, perché il mondo del vino è bello. Il tempo libero che riesce a ritagliarsi dallo studio, lo passa con me in cantina e la sua passione cresce di giorno in giorno. Ha partecipato anche alle vendemmie a partire da quando aveva quattordici anni e, fra qualche anno, sarà lei ad occuparsene in prima persona. Ha grandi numeri, è ambiziosa, ha le idee chiare ed è partita con il piede giusto: continuerà a fare i vini come li faccio io, con in più la capacità di comunicarli meglio. Oggi senza istruzione non si va da nessuna parte, però ci vuole anche la passione per il proprio lavoro e l’amore per la terra. Alessia li ha entrambi e questo può aiutare a vivere e a far vivere meglio”.
Valerio Bergamini